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H L.104/92

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La scuola garantisce un sistema di istruzione inclusivo ed un apprendimento continuo, finalizzati:

  • al pieno sviluppo del potenziale umano, del senso di dignità e dell’autostima ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani, delle libertà fondamentali e della diversità umana;
  • allo sviluppo, anche da parte delle persone con diverse abilità, della propria personalità, dei talenti e della creatività, come pure delle proprie abilità fisiche e mentali, sino alle loro massime potenzialità;
  • a porre le persone con disabilità in condizione di partecipare effettivamente a una società libera.

(Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, art. 24)

Solo se si personalizza l’organizzazione e l’azione educativa e didattica per tutti gli alunni, non si operano  discriminazioni a danno degli alunni in situazione di handicap, degli alunni in situazione di svantaggio socioculturale, degli alunni particolarmente dotati e di tutti i singoli alunni, comunque sempre l’uno diverso dall’altro.

Nelle classi frequentate da alunni in situazione di handicap (certificati L. 104/92) vi sarà bisogno di un’attività didattica a maggior ragione più ricca e varia, da cui l’esigenza di un insegnante in più che garantisca il necessario sostegno alle attività didattiche.

L’insegnante di sostegno è un insegnante che ha conseguito un diploma di specializzazione post-laurea “per l’attività didattica di sostegno attinente all’integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap”(o appartenenti a categorie di disagio sociale, culturale o familiare e comunque certificati in situazione di handicap nei modi e nei termini previsti dalla legge 104/92) .

In classe l’insegnante di sostegno semplifica, o seleziona, le nozioni curricolari; cerca e propone il mediatore didattico adatto; moltiplica i canali di trasmissione del messaggio; collabora con gli insegnanti curricolari nell’attuazione di strategie e metodologie di insegnamento che aiutino tutti, quali l’apprendimento cooperativo, il lavoro di gruppo e/o a coppie, il tutoring, l’apprendimento per scoperta, la suddivisione del tempo in tempi, l’utilizzo di mediatori didattici (uscite, oggetti, laboratori, disegni, immagini, carte, grafici, giochi, simulazioni, rappresentazioni, ascolto, lettura, sintesi, mappe concettuali), di attrezzature e ausili informatici, di software e sussidi specifici.

Gli insegnanti assumono comportamenti non discriminatori, sono attenti ai bisogni di ciascuno, accolgono le diversità presentate dagli alunni e le valorizzano come arricchimento per l’intera classe, favoriscono la strutturazione del senso di appartenenza, costruiscono relazioni socio-affettive positive, allo scopo di evitare situazioni di solitudine e di sofferenza, creano un’atmosfera collaborativa e non competitiva, realizzando gruppi eterogenei di lavoro cooperativo.

Il Consiglio di Classe elabora piani educativi e di studio individualizzati (PEI e/o PEP), analizza puntualmente l’evolversi della situazione durante le riunioni di programmazione e verifica (GLHO interni ai CdC), cura le relazioni con le famiglie.

Sulla base del singolo alunno e delle sue esigenze, individua interventi equilibrati fra apprendimento e socializzazione, preferendo in linea di principio che l’apprendimento avvenga nell’ambito della classe e nel contesto del programma in essa attuato.

Pur in assenza di protocolli d’intesa o accordi di programma formalizzati tra la scuola, gli enti locali e la ASL, la collaborazione con le varie parti sociali che si occupano del progetto di vita dell’alunno diversamente abile è sollecita e puntuale.

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